MI RIFIUTO!

di  Ermete Ferraro

MI RIFIUTO di accettare che dopo 13 anni d’inadempienze, di scelte sbagliate e di non scelte, qualcuno insista a farci credere che in Campania c’è una “emergenza rifiuti”. MI RIFIUTO di accettare la logica perversa di una classe politica che 13 anni fa decise di boicottare, subito dopo la sua approvazione, la legge regionale n.10/1993 che stabiliva finalmente “norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania”, invocando una gestione “a-normale” e dando vita a quel “Commissariato” che di “straordinario” ha avuto solo la capacità di non concludere nulla, divorando risorse ordinariamente spendibili. MI RIFIUTO di pensare che il fronte politico-istituzionale che ha voluto chiudere nel cassetto l’unica legge che avrebbe potuto dare un colpo decisivo agli affari malavitosi sulle discariche dei rifiuti urbani e sullo smaltimento di quelli tossico-nocivi, evitando l’attuale disastro igienico e ambientale, lo abbia fatto solo per insipienza e non piuttosto per paura di (o, peggio, compiacenza con) chi controllava e controlla ancora “rifiutopoli”. MI RIFIUTO di credere che, in tanti anni e pur con una gestione commissariale, le cinque province ed i tanti comuni della Campania – sebbene espropriate (ma, in fondo, liberate…) da responsabilità che erano loro… – non avrebbero potuto fare di più e meglio in direzione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, del riciclaggio delle materie prime, del compostaggio e, soprattutto, della promozione di un’effettiva riduzione della mole di rifiuti che sta per sommergerci. MI RIFIUTO di accettare che una legge regionale che avrebbe consentito di ridurne la quantità del 40% già dieci anni fa sia stata seppellita sotto montagne di sacchetti, neri come la coscienza di chi ci ha condotto all’attuale assurda situazione, in cui non ci si vergogna neppure di proporre discariche in aree naturalistiche protette o di ventilare un nuovo “export” di munnezza in Romania o nelle regioni del nord che già tanto ci amano. MI RIFIUTO di accettare la spocchia arrogante di quelli – fra cui taluni “ambientalisti” da salotto e/o da partito – che hanno la faccia tosta di accusare cittadini e sindaci di comuni già appestati per anni e anni di non voler accogliere benevolmente nuove discariche, inceneritori e siti di stoccaggio di “ecoballe” che minacciano di essere “provvisori” proprio come il Commissariato Straordinario ai Rifiuti. MI RIFIUTO di fare la parte dell’ecologista un po’ ottuso, che dice no a tutto e tutti, che blandisce quelli che “mai nel mio giardino” oppure che si oppone alle tecnologie avanzate, quando invece sono proprio gli amministratori pubblici, con i loro sapientoni al seguito, che dovrebbero spiegarci di che razza di “termovalorizzatori” vanno blaterando, visto che continueremmo a bruciarvi c.d.r. (combustibile da rifiuti) ancora impregnato di residui organici, di umidità e di materiali altamente inquinanti. MI RIFIUTO di vedere Napoli sommersa da tonnellate di “munnezza” che avrebbe potuto – dopo 10 anni – essere ridotta a meno di un quarto del suo peso, volume e potenziale pericolosità, se solo i nostri amministratori, tecnici e responsabili “asiatici” avessero saputo (o voluto…) far partire una raccolta differenziata seria, equamente diffusa sul territorio e non ridotta a quasi inutile “ciliegina” da mettere su una torta di schifezze indifferenziate, di cui gli sono grati solo i cani randagi ed i gabbiani. MI RIFIUTO, insomma, di vedere che i cittadini – che pure hanno molte responsabilità di questo assurdo degrado – dovrebbero restare muti e calmi mentre gli si stanno prospettando scenari da catastrofe igienica ed ambientale, perché altrimenti disturbano i “manovratori” di questo immondo tram che si chiama rifiutopoli. MI RIFIUTO perfino di accettare il termine stesso "rifiuti", che non rispecchia affatto l’idea che – in natura – tutto è una risorsa. Possono esserci residui di una trasformazione, ma tutto è utile e niente va rigettato come qualcosa da buttare via. MI RIFIUTO infine di dire e di scrivere queste cose senza cercare di dare un mio piccolo contributo – personale e associativo – per uscire dall’attuale situazione, usando tutte le armi democratiche e nonviolente (protesta, denuncia, azioni dirette, esempio, educazione, informazione e controinformazione…) che ogni cittadino ha a disposizione e che ha il dovere di porre in atto. In caso contrario, quelli che pur giustamente accusiamo sarebbero solo i nostri degni rappresentanti.

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