MAGLIA AZZURRA E MAGLIA NERA

maglianera                                                 di Ermete Ferraro

 

Sempre maglie sono. Solo che per quelle azzurre della Napoli Calcio il cuore d’una gran quantità di abitanti di questa città batte forte, si emoziona e si appassiona fino all’eccesso, mentre per la maglia nera per l’ambiente urbano, assegnata “dedecoris causa” al Comune di Napoli, non sembra siano in molti a preoccuparsi.

Per chi – come me –  vi sta lavorando da quasi trent’anni, in un modo o nell’altro, perché la qualità della vita e la consapevolezza ambientale e sociale raggiungessero livelli molto più apprezzabili, dovete ammetterlo, c’è di che farsi cadere le braccia!

Ma come: un sacco di discorsi, documenti, progetti, stanziamenti, interventi, riorganizzazioni strutturali e questo è il risultato? Una città che viene decorata sul campo da diversi quotidiani del titolo di “vergogna nazionale” e di “fanalino di coda” della qualità ambientale in Italia! Una capitale storica dell’Europa meridionale che si dimostra tra le meno sostenibili in assoluto, perdendo d’un colpo ben 24 posizioni e classificandosi quindi come una delle peggiori metropoli dove vivere!

Il rapporto “Ecosistema Urbano 2008” (basato sulla ricerca svolta da Legambiente ed Istituto “Ambiente Italia”, insieme con Il Sole 24ore) riporta Napoli addirittura al 91° posto della classifica generale, vale a dire in penultima posizione: praticamente pronta alla retrocessione in serie minore.

C’è qualcuno che ha fatto barricate, lanciato molotov o occupato strade per protestare con rabbia contro questa situazione di crescente degrado? Nei bar, alle fermate dei bus, nelle piazze o altrove qualcuno ha commentato duramente questo primato al contrario? Si sono forse creati comitati, gruppi spontanei ed organizzazioni per chiedere la rimozione immediata degli “allenatori” di questa vergogna nazionale?

No, evidentemente non se ne frega nessuno, se non qualche sparuto gruppetto di ambientalisti ancora non del tutto integrati nel “sistema urbano” di una città che sta colando a picco mentre nella metaforica sala da ballo, da una parte, si continua allegramente a sprecare, inquinare, speculare, cementificare e, dall’altra, ad organizzare originali quanto inutili e costosi “eventi” mediatici per coprire il vuoto d’idee e di coerenza…

La raccolta differenziata raggiunge appena il 6% delle abnormi tonnellate di munnezza che questa città riesce a produrre. Ben 4 litri di preziosa acqua potabile ogni 10 si perdono per strada, scialacquando  – è il caso di dire – un patrimonio che andrebbe invece tutelato e saggiamente distribuito. Percentuali incredibili di polveri sottili, insieme ai mefitici gas di scarico, c’intossicano l’aria un giorno sì e un giorno sì, proprio come i tortellini dello spot pubblicitari.

E poi, vogliamo parlare delle aree verdi che avrebbero dovuto far respirare meglio e di più i napoletani, oppure della robusta “cura di ferro” che avrebbe dovuto finalmente snellire il macroscopico traffico veicolare, in una città assuefatta alla  convivenza col caos, il frastuono e l’impossibilità di tempi certi per spostarsi?

Eppure, dove stanno gli striscioni, i cori grintosi, le piogge di lettere ed e-mail ai giornali, la voce popolare che si levi contro questa condanna, apparentemente senza fine, per cui Napoli sembra dover essere insignita della fascia di “Miss Invivibilità”?

“Risposta non c’è…” – cantavamo una volta col Bob Dylan di “Blowing in the Wind”.  Il fatto è che qualcuno, invece, dovrebbe proprio darcele quelle risposte, superando l’assordante silenzio di chi ci amministra ormai da vent’anni, ma ha sempre più problemi a sbandierare lo slogan del rinascimento napoletano. Uno slogan che stride maledettamente con le condizioni da basso medioevo nelle quali i veri napoletani continuano a sopravvivere, con i cuori sempre più protesi a quelle maglie azzurre che dovrebbero farci scordare le troppe maglie nere che ci hanno cucito addosso. 

 

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di erferraro Inviato su Senza categoria Contrassegnato da tag

Un commento su “MAGLIA AZZURRA E MAGLIA NERA

  1. Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.Il riferimento al contenuto, nel mio ultimo post. Ti ringrazio per l’attenzione.Un sorriso. ;-)AminaAmina.Per firmare clicca QUI

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