UNA SICUREZZA…MANU MILITARI ?

di Ermete Ferraro

La parola d’ordine di questi giorni è "sicurezza". Viene tirata in ballo a proposito ed a sproposito. Se ne parla riguardo alle centrali nucleari ma anche alle discariche. La si invoca contro la delinquenza organizzata, però pure per esorcizzare la "minaccia" degli zingari e degli stranieri irregolari o senza occupazione. Più il clima appare dominato dall’insicurezza (del lavoro, del costo della vita, del tempo atmosferico, delle riserve energetiche, del futuro dei giovani, e via enumerando…) tanto più, in nome della sicurezza, sembra che si sia disposti ad accettare qualsiasi cosa. Eppure questa psicosi dell’insicurezza ci sta tirando addosso provvedimenti ancora più preoccupanti, che mortificano la convivenza civile ordinaria in nome della straordinarietà e del ricorso ad una progressiva militarizzazione delle città e della vita quotidiana. Insomma, pur di vederci restituita l’agognata sicurezza, stiamo sprofondando nelle sabbie mobili della sospensione delle garanzie democratiche e di un autoritarismo insidioso e vagamente sudamericano. Etimologicamente parlando, sicurezza significa: stato di chi è senza preoccupazioni. Il guaio è che sembra maledettamente improbabile che il ripristino di questo stato edenico possa scaturire dalla adozione di leggi speciali e dall’impiego di truppe armate nelle nostre città. Eugenio Scalfari, in un suo recente corsivo su la Repubblica, ha scritto: "Bisogna denunciare e fermare la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l’esempio più clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri  […] per distrarre l’attenzione dalle urgenze vere che angustiano gran parte delle famiglie italiane. […] Tanto grave è l´insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento dell’Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso l´eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d´assedio, di pericolo nazionale" .

Eggià: i militari sono chiamati a coprire le vergogne di una politica inetta ed impotente e ad avallare un clima da guerra civile. Come se non bastassero i 23 miliardi di euro stanziati in bilancio per la "difesa" in senso strettamente militare, si continua a distribuire risorse ad una miriade di organizzazioni para-militari e ad impiegare le forze armate in compiti che spetterebbero semmai alla protezione civile o ad altri organismi di gestione ordinaria, a partire dagli enti locali. Il messaggio di chi ci governa è molto chiaro: è tempo di decidere e di agire. Chi si oppone o boicotta le decisioni governative è un criminale. Il concetto di "area militare", quindi, è applicabile a qualsiasi impianto o installazione, anche civile, che rivesta importanza per l’economia e per la sicurezza. Se non si tratta di un vero e proprio "stato d’assedio" non so proprio come possa essere considerato tutto ciò.  Che fare? Per chi, come me, si batte da decenni contro la militarizzazione del territorio e della vita civile, davvero mala tempora currunt ! Verrebbe la voglia di dare un calcio a tutto e scaricare la colpa su chi ha voluto questo governo ma anche su chi ne ha reso possibile l’ascesa con la propria incapacità di rappresentare un’alternativa piuttosto che un percorso più soft alla dittatura del pensiero unico e del libero mercato globalizzato. Ma questo non cambierebbe nulla. La risposta è organizzare una resistenza civile e nonviolenta a decisioni che stanno dando il colpo definitivo ad una già moribonda ordinarietà, in nome dell’eccezionalità dei Commissari e dei Generali, chiamati a decidere per tutti o meglio, ad imporre le decisioni assunte dai politici. Inutile precisare che questi, a loro volta, sono supinamente inclini a fare la volontà dei veri poteri forti: quelli dell’economia globalizzata e della finanza onnipotente.  Ecco perché non possiamo accettare passivamente che qualcuno decida sopra e oltre le nostre teste, esercitando, se necessario, il diritto di disobbedire a leggi e provvedimenti che calpestano la Costituzione, i trattati internazionali e la stessa democrazia. Si tratti di discariche ed inceneritori oppure di recenti smanie nucleariste che vorrebbero cancellare la volontà del popolo italiano, nessuno potrà costringerci ad accettare passivamente che la forza del diritto diventi il diritto della forza…!
 

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2 commenti su “UNA SICUREZZA…MANU MILITARI ?

  1. sto djeliat’? che fare?

    cominciamo ad usare la guerriglia e la controguerriglia informatica!
    programmi open, crittografie, alias su alias a 128, chiavi… rendiamoci sicuri e NON prendibili e/o monitorabili… o almeno rendiamo la vita al grandefratello un pochino più difficoltosa… e comunque proteggiamo i nostri e gli altrui dati… a cominciare dalle mailing list usando il benedetto CCN!!!

    http://download.repubblica.it/pdf/2008/manuale_rsf.pdf
    http://www.autistici.org/it/stuff/user_howto/more/man_blog/index.html

    cominciamo ad essere situazionisti e ad usare i media NON a farci usare

    http://www.lutherblissett.net/archive/215_it.html

    http://bologna.social-forum.org/documentazione/manifes

    cominciamo ad utilizzare le pasquinate ovunque! tazebao informativi… ci siamo e guardiamo e elaboriamo e gridiamo… il sotto silenzio ammazza molto di più… ed usiamo le info del “nemico”…

    http://www.gwu.edu/%7Ensarchiv/NSAEBB/NSAEBB177/info_o

    diventiamo guerriglieri…
    usare la violenza o meno, poi, è una scelta personale:

    http://www.google.it/url?sa=t&ct=res&cd=2&url=http%3A%

    http://usacac.army.mil/cac/repository/materials/coin-f

    http://www.peacelink.it/pace/docs/42.rtf

    http://www.peacelink.it/webgate/news/msg03058.html

    http://www.retelilliput.org/treviso/doc/manuale_azione

    http://www.korazym.org/images/manuale_per_azione_diret

    buona lettura, dunque! 🙂

    adesso berlusconi & co. schierano 2.500 militari nelle aree metropolitane:
    – 9 aree metropolitane costituzionali (2.729,95 kmq – 7.836.595 abitanti)
    – 6 aree metropolitane regionali speciali (1.267,01 kmq – 1.707.101 abitanti)

    che fa 15 aree (3.996,96 kmq – 9.543.696 abitanti) che diviso i 2.500 militari fa:

    – 1 militare ogni 1,60 kmq
    o in alternativa
    – 1 militare ogni 3.817 abitanti

    resta OVVIO, dunque, che l’impatto di questo contingente alla “sicurezza” dello stato è praticamente NULLO… ma solo propagandistico!
    il fattore INVECE gravissimo è lo sdoganamento di una pratica “diffusa”…

    ” Dal 1945, la Forza Armata è intervenuta in concorso alle Forze dell’Ordine in occasione di:

    * attività antibanditismo in Sicilia nell’immediato dopoguerra; operazioni condotte in Alto Adige per prevenire atti terroristici da parte dei movimenti separatisti sud-tirolesi (1961 – ’68);
    * sorveglianza delle tratte ferroviarie S. Eufemia Lametia – Villa S. Giovanni (1970 – ’71) e Chiusi – Bologna (1975 – ’76, 1978 – ’79);
    * vigilanza degli aeroporti di Milano – Malpensa e Roma – Fiumicino (1975 – ’76);
    * attività di controllo del territorio in occasione del rapimento del Presidente della DC, on. Aldo MORO (1978);
    * protezione di obiettivi civili di primaria importanza sul territorio nazionale contro minacce terroristiche, durante la Guerra del Golfo (1991);
    * contenimento e controllo di oltre 20.000 profughi albanesi sbarcati a più riprese nel porto di Bari nel 1991 e, successivamente, ospitati presso infrastrutture militari per oltre un anno.

    Più di recente, a seguito dell’intensificarsi degli episodi malavitosi in alcune aree del territorio nazionale, le Autorità politiche decisero di utilizzare l’Esercito in supporto alle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza) per interventi indirizzati alla lotta contro la criminalità organizzata ed al controllo del fenomeno dell’immigrazione clandestina. In tale contesto, la Forza Armata è stata dapprima chiamata a svolgere l’esercitazione “Forza Paris” in Sardegna, dal 15 luglio al 22 settembre 1992.
    In un secondo tempo hanno preso il via le seguenti operazioni:

    Operazioni in Patria
    »
    “VESPRI SICILIANI” (in Sicilia, dal 25 luglio 1992 al 8 luglio 1998)
    »
    “TESTUGGINE” (frontiera italo – slovena, 16 agosto 1993 – 28 febbraio 1995)
    »
    “RIACE” (Calabria, 2 febbraio 1994 – 15 dicembre 1995)
    »
    “PARTENOPE” (Napoli, 18 febbraio 1994 – 15 dicembre 1995, ripresa il 14 luglio 1997 fino al 30 giugno 1998)
    »
    “SALENTO” (Costa pugliese, 10 maggio 1995 – 3 novembre 1995)
    »
    “DOMINO” (Italia, dal 12 ottobre 2001)”

    Fonte:

    http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/op_index.a

    la “NORMALIZZAZIONE” di vedere “operatori di pace”… persone che “difendono la pace e la sicurezza” che ci vegliano e stanno… lì… prima… e poi dopo saremo ANCHE disposti (NON Io!) a delegare muto altri miei diritti…

    non sono i 2.500 militari il PROBLEMA, ma il concetto che li fa schierare!

    ricordiamoci che l’attuale dottrina militare assegna al NUOVO esercito lo scopo-obiettivo della SICUREZZA. l’offesa diviene, quindi, strumentale al target!
    da ministero della guerra a ministero della difesa, fra un po’ nascerà il ministero della sicurezza…

    altra considerazione… a schierarsi NON andranno reparti scelti… di professionisti.. ma reparti VFP volontari ferma prefissata 1 e 4 anni coadiuvato da VSP volontari servizio permanente…
    dovremmo vedere la provenienza di tali militari… quasi TUTTI del sud italia…
    l’impiego di una forza armata in repressione… ha sempre 2 facce… dove ci sono MOLTI punti di rottura… basta conoscerli, bisogna vedere che reparti saranno, le catene di comando, i mezzi a disposizione, le regole d’ingaggio, l’armamento a disposizione, la loro logistica, e soprattutto la composizione dei reparti… che NON è cosa da poco…

    invece ritorando ala discussione principale… la sensazione da dare e che ci sia caos (sappiamo TUTTI noi che MOLTI episodi son costruiti ad arte… come la bambina “rapita” a ponticelli da una rom….ad esempio!) e che questo caos abbia bisogno per essere estirpati e per estirparli bisogna usare (e prima ancora) mostrar) i muscoli… l’esercito!

    sdoganarli!

    questo è vero… ma l’utilizzo dei militari è stata una triste costanza nella nostra storia!
    ricordiamoci che prima anche la polizia di stato, chiamata pubblica sicurezza, aveva le stellette!!! e che gli stessi carabinieri erano arma dell’esercito… e la stessa guardia di finanza son militari! o che si utilizzano reparti militari della marina (la guardia costiera – capitanerie di porto!) per azioni di polizia ambientale, doganale ed amministrativo-giudiziaria!!!
    il grosso dell’esercito è formato da VFP1 e VFP4 e da VSP… quello che si dice non proprio un bell’esercito professionale! 🙂
    l’italiano non è lo statunitense che alla fine accetta i 4000 morti ammazzati in iraq… qua abbiamo la sindrome di cocciolone e di nassirya… per fortuna!

    l’allarme è giusto, giustissimo…
    lo sdoganamento è grave, gravissimo…
    la NON focalizzazione dei problemi inseriti in problematiche è perdenza se NON disfatta! ricordiamocelo!

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  2. Farò solo una semplice riflessione che nasce dal ricordo di eventi studiati,finora, solo sui libri di scuola e, per fortuna,nn vissuti in prima persona. In tutti i periodi di recessione economica, guarda caso, spunta l'”esigenza” della mano forte, del pugno di ferro che risolva la situazione. Inutile dire che qst “corsi e ricorsi” ne abbiamo già visti, a iosa, nella storia dell’umanità e che, dappertutto, hanno portato alla perdita delle libertà civili. Gli uomini hanno poca memoria e un malinteso senso di “pater familias” che ristabilisca la pace e l’armonia. Il “padre” (che tale nn è mai stato) diventa “padrone” e in nome del bene comunne (???) finisce col regolarti anche gli atti respiratori.
    Ci sentiamo al “sicuro” in qst mani? Io no e tremo pensando a quanto sia breve il passo per passare dal “leader” al “fuhrer” (il significato etimologico è lo stesso, con un “piccolo” e nn insignificante distinguo).
    Dispiace notare, ancora una volta come la Storia nn abbia mai insegnato nulla a nessuno.

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