UNA QUARESIMA…(segue)

Di fronte alle sciagure “naturali”, come i disastri causati dal terremoto, ma soprattutto di fronte ai disastri direttamente provocati dall’uomo, come quello ecologico o la spaventosa crisi finanziaria che sta affliggendo milioni di persone, è legittimo chiedersi allora se essi possano essere letti anche come “segni dei tempi”. Non come tragedie da esorcizzare ma, al contrario, come drammatici appelli ad un cambiamento troppo rinviato e mai realizzato.
Un interessante dossier pubblicato sul numero di aprile del mensile cattolico Il Messaggero di sant’Antonio, dal titolo “La Chiesa italiana di fronte alla crisi” , si sofferma proprio sulle disastrose conseguenze economiche e sociali che la crisi della finanza mondiale ha avuto ed avrà ancora sull’esistenza quotidiana di tantissime persone. Questo periodo fosco e doloroso, d’altra parte, viene considerato da quasi tutte le organizzazioni del laicato cattolico impegnato nel sociale come “al contempo una difficoltà ed un’opportunità”, in quanto ci offre l’occasione per riflettere sull’assurdo modello di sviluppo in cui siamo imprigionati e per rilanciare un’alternativa etica di sviluppo più sobrio, giusto e solidale.
Cambiare stile di vita e rimettere al centro l’etica evangelica non è, ovviamente, qualcosa che scaturisca automaticamente dalla crisi attuale. E’ però un’occasione da non perdere per riconsiderare le nostre priorità e per ripensare al bene comune ed ai valori veri, che non sono quelli quotabili in borsa…
Ebbene, questa Quaresima c’interpella nuovamente, chiedendoci quella “metanoia” indispensabile ad un cambiamento da cui possiamo aspettarci solo la conferma di aver aderito ad una religione che non ci assicura la felicità a buon mercato, ma piuttosto la beatitudine di chi sa che seguire Gesù significa amare, servire, dare senza attenderci nulla in cambio.
Chi vuole conservare la propria vita la perderà – egli ci ha ammonito –  e noi sappiamo bene che se cercassimo di conservare a tutti i costi il nostro stile di vita potremmo solo accelerare la catastrofe ecologica ed alimentare i conflitti bellici, mettendo così in discussione anche la nostra stessa sopravvivenza.
Per non continuare a svendere la nostra salvezza in cambio di 30 danari, abbiamo solo un’alternativa: cambiare radicalmente strada, per far uscire la Parola di Dio da quel sepolcro di convenzioni, accomodamenti e compromessi entro cui l’abbiamo troppo a lungo seppellita, imbalsamando la fede al punto da farne, come i farisei, una ritualità vuota quanto ipocrita.
Lasciamo ad altri la pasqua dei coniglietti e delle uova di cioccolato, che ormai non ci riservano più neppure una vera sorpresa. Per chi crede, Pasqua era e resta un “passaggio”, un cambiamento profondo che non possiamo più rinviare e che ci richiede fede autentica, speranza solida, ma soprattutto amore vero, capace di produrre frutti di giustizia di pace e di solidarietà.   
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di erferraro Inviato su Senza categoria Contrassegnato da tag

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