(2) CERAMICHE E CANZONI

(2) Un abbondante breakfast, dopo un sonno ristoratore, ci rimette in piedi, pronti ad affrontare un’intensa mattinata. La prima tappa, obbligatoria, è l’istituto d’arte faentino, dove ha studiato Laura Pausini. Proprio accanto c’è il fantastico e ultramoderno museo internazionale della ceramica (MIC), dove noi ci avventuriamo in un giro appassionante – ma interminabile – tra terrecotte, fayences, porcellane e altri tipi di ceramiche. Si va da quelle dell’epoca pre-colombiana alle terrecotte medievali, dalle vivaci ceramiche rinascimentali a quelle del settecento e dell’ottocento italiano. E’ un percorso estremamente interessante, che termina con opere modernissime (da Picasso Matisse e Chagall ad artisti contemporanei ed esponenti del modern style e della scultura informale). Frastornati da vasi, piatti, bassorilievi, ‘albarelli’ da farmacia e perfino ritratti ceramici, usciamo un po’ provati dal MIC, accompagnati dallo sguardo benevolo di un variopinto ed originale "Ganesh" di Luigi Ontani, con tanto di proboscide, naso e gin-occhi… Rinfrescatici ad un bar, ripartiamo spediti alla volta della vera meta del giorno: Solarolo. L’assolato ma ridente paesino ci accoglie a poche decine di chilometri e non facciamo molta fatica a reperire la stradina dove, tra molte altre, spicca la villa della divina Laura Pausini. Purtroppo è vuota, ma un cartello avvisa il postino di recapitare i plichi alla nuova residenza di Castel Bolognese. Foto di rito davanti al fatidico cancello e Irene è pronta per ripartire alla ricerca della nuova casa. Ma è ora di pranzo – qui si mangia piuttosto presto…- e allora decidiamo di fermarci ad un vicino ristorante, nel cui bar spiccano ovviamente foto autografate di Lei, in mezzo a manifesti che annunciano un evento musicale che si svolgerà a fine mese proprio qui a Solarolo.   Sotto un sole martellante, dopo un caffé, ripartiamo lungo la strada che porta a Castel Bolognese. Lì scopriamo però che non c’è traccia della via che cerchiamo. Da accurate indagini in giro appuriamo che la residenza di Laura è fuori del paese, in direzione delle terme di Riolo. Un gelato ci rinfresca abbastanza per aguzzare l’ingegno e ricorrere a "google-earth" per localizzare la sconosciuta stradicciola, a mezza via tra Riolo e Castel Bolognese. Il bello è che ci riusciamo e scopriamo così una zona molto bella, in collina, dove la strada s’inerpica tra vigne e residenze imponenti. Una di queste, cui si accede da un viale di cipressi rigorosamente "off limits" e con cancello videosorvegliato, è proprio la villa pausiniana, che viene anch’essa immortalata in alcuni scatti d’Irene, un po’ delusa per non potersi avvicinare di più, ma comunque soddisfatta per la missione compiuta. Tornati a Faenza, non c’è storia. Un riposino per rinfrancarsi e poi un giro serale per la cittadina, attraversata dalle biciclette che qui costituiscono l’abituale mezzo di spostamento di giovani e vecchi. Una cenetta cinese ha chiuso la seconda giornata con un sapore di agrodolce e di soia, lasciandoci con la gola in fiamme, giusto per rinfrescarla con della frutta… fritta.

 

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di erferraro Inviato su Senza categoria Contrassegnato da tag

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