INGRATA PATRIA…

Si racconta che il toponimo “Lago di Patria” – bacino d’origine vulcanica che si trova nell’area giuglianese-domizia – risalga alla circostanza secondo la quale Liternum (antica città osca popolata nel II sec. a.C. da una colonia di 300 famiglie romane) sarebbe stata l’ultima dimora del famoso condottiero ed uomo politico romano Scipione l’Africano. Egli infatti, riferisce lo storico Valerio Massimo, in aspro contrasto con Roma, vi si sarebbe trasferito in volontario esilio e vi sarebbe morto nel 183 a.C., dopo aver ordinato d’incidere sulla sua lapide tombale queste sdegnate parole: “Ingrata patria, ne ossa quidem mea habes” (Ingrata patria, non avrai neanche le mie ossa!). In questi giorni, a tal proposito, mi ha colpito la notizia, pubblicata dall’Ufficio Stampa del Parco Archeologico “Liternum“, secondo la quale proprio la famosa lapide marmorea di Scipione – una delle tre presenti in quel sito – sarebbe andata in frantumi, colpita sbadatamente dal bobcat del locale servizio di nettezza urbana. “La distruzione della lapide dedicata a Scipione l’Africano, è l’ennesimo fatto che si aggiunge allo stato di incuria e degrado in cui versa l’intera zona” – ha dichiarato amaramente il presidente della Pro Loco, cui è affidata la custodia del Parco di Liternum, dove adesso le iscrizioni su marmo rimaste sono solo due. “Ingrata Patria, ora non avrai neppure la mia lapide!”- immagino che esclamerebbe ancor più amaramente, se solo potesse, il grande Scipione, casuale vittima di quella munnezza che ha invaso anche la sua ultima dimora, diventando l’emblema di un’area trasformata dalla Camorra S.p.A. in una grande ed onnipresente discarica di ogni tipologia esistente di rifiuti.
La malsana Literna Palus dei tempi antichi, bonificata in epoca fascista ma oggi snaturata irrimediabilmente da un’assurda colata di cemento abusivo che ha distrutto la macchia mediterranea in nome di un improbabile boom turistico, mi sembra che oggi , munnezza a parte, stia vivendo un nuovo capitolo della sua sventurata storia. Nell’agglomerato urbano che orbita intorno al Lago di Patria (frazione del Comune di Giugliano in Campania, che qualcuno vorrebbe addirittura istituire come comune autonomo) sarà inaugurata a breve una maxistruttura denominata Afsouth 2000. Questo macroscopico complesso, che occupa un’area di 330.000 mq a breve distanza dal Lago e dalle spiagge di Varcaturo, sostituirà infatti il vecchio Quartier Generale Alleato di Bagnoli (Napoli), diventando il nuovo Comando NATO per tutta l’Europa Meridionale (Joint Force Command- JFC). Un generale guerrafondaio come Scipione, con la fissa di distruggere Cartagine ed ogni avversario che potesse opporsi all’egemonia romana nel Mediterraneo, avrebbe probabilmente avuto motivo di rallegrarsi per il fatto di aver lasciato le sue ‘ossa’ proprio accanto al luogo dove, tra poco, si assumeranno le decisioni strategiche per garantire l’egemonia americana sul bacino mediterraneo e sull’area nord-africano. Il suo bellicoso sangue avrebbe ribollito di soddisfazione di fronte alla promozione della sua Liternum a polo militare del nuovo imperialismo globalizzato. Certo, oggi c’è da domare la Libia di Gheddafi piuttosto che la potenza cartaginese di Annibale, ma sono certo che il gen. Lucio Cornelio Scipione sarebbe molto contento di assumere il comando di Africom, il quartier generale della U.S. Navy per l’intera area africana, recentemente trasferito a Napoli, che già ne ospita a Capodichino il Comando Europeo. Nell’elaborazione grafica accanto al titolo mi sono permesso di affiancaro scherzosamente al busto del condottiero romano quello del Gen. Bouchard, Comandante in Capo dell’Operazione “Unified Protector”. Del resto, a ben guardare, si ravvisa una preoccupante somiglianza tra i due capi militari, divisi da quasi 2200 anni di storia ma uniti dalla folle e micidiale idea di esportare con le armate il proprio modello di civiltà, considerato ovviamente come l’unico possibile… “Ingrata Patria” – avrebbe forse brontolato un redivivo Scipione di fronte allo scempio della sua lapide, ma non è escluso che, se potesse essere invitato all’inaugurazione del nuovo Comando NATO al Lago Patria, non esiterebbe a ripetere la sua bellicosa esortazione alle truppe, riferita dallo storico Livio: “I Cartaginesi ormai non sono uomini ma ombre d’uomini….Così gli ultimi avanzi d’un nemico, non un nemico avrete davanti […] Vinceremo questa guerra perché ci accingiamo a combattere con sdegno contro nemici già vinti….”. Ecco, appunto, basta sostituire “Libici” a “Cartaginesi” ed il gioco è fatto…
© 2011 Ermete Ferraro

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