DAL KANSAS ALLA CAMPANIA: LOTTA ALLE RINNOVABILI

WASHINGTON POST 2

La più grande battaglia sull’energia rinnovabile ora sta succedendo negli Stati — di BRAD PLUMMER (25.03.2013 –

WASHINGTON POST)  – Traduz. di Ermete FERRARO

http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2013/03/25/the-biggest-fights-over-renewable-energy-are-now-happening-in-the-states/?wp_login_redirect=0

<<Al giorno d’oggi, una larga porzione delle azioni in materia di energia pulita negli Stati Uniti sta accadendo a livello statale. Ventinove Stati e Washington DC hanno standard di energia rinnovabile che richiedono che le utenze elettriche traggano una parte della loro energia da fonti come l’energia eolica o solare. (Washington Post)Quelle normative a livello statale hanno giocato un ruolo importante nel raddoppiare la quantità di capacità d’energia rinnovabile negli Stati Uniti negli ultimi quattro anni. E gli attuali standard sono progettati per aggiungere altri 76.750 megawatt di nuova capacità di energia rinnovabile entro il 2025 – quella che basta, in teoria, a darla a 47 milioni di case.
Eppure quelle leggi statali sono ora di fronte a una feroce reazione sia dai gruppi di difesa dei conservatori sia da parte degli interessi sui combustibili fossili. “Almeno 22 delle 29 normative statali sulle energie rinnovabili sono stati attaccati dai legislatori e regolatori nel corso dell’ultimo anno”, scrive Herman Trabish di Greentech Media. Egli ha una nuova analisi completa, che rompe queste sfide con i numeri. Ciò comprende:
Serie sfide alle leggi statali. Gli standard statali delle rinnovabili hanno affrontato la prospettiva di essere indeboliti o abrogati definitivamente, fra gli altri posti, in Ohio, Michigan, Kansas, Missouri, North Carolina, Pennsylvania, Connecticut, Maryland, e Wisconsin.
Ad esempio, il Kansas ha attualmente uno standard che richiede che le utenze, entro il 2020, ricavino il 20 per cento della loro elettricità da fonti come l’energia eolica. Recentemente, i Repubblicani nel parlamento dello stato hanno proposto un disegno di legge che lascerebbe alla compagnie elettriche più tempo per adeguarsi. Tra le altre cose, i legislatori hanno sostenuto che le bollette elettriche sono aumentate del 37 per cento dal 2008 (il disegno di legge, alla fine, è stato respinto in Commissione).
Nel mese di novembre, la mio collega Juliet Eilperin ha riferito che molti di questi sforzi per l’abrogazione erano stati coordinati dal libertario Heartland Institute e dal conservatore Consiglio Americano per lo Scambio Legislativo. ALEC ha anche realizzato un modello legislativo, la legge sulla libertà di energia elettrica. Entrambi i gruppi sostengono che le norme sulle rinnovabili sono costose per i consumatori, in quanto eolico e solare sono spesso più costosi di carbone o gas naturale.
C’è anche denaro legato ai combustibili fossili associato a questi sforzi per l’abrogazione. “In molti casi – ha scritto Eilperin – i gruppi coinvolti accettano denaro da società produttrici di petrolio, gas e carbone, che sono in competizione verso i fornitori di energia rinnovabile.”
Tentativi d’indebolire le leggi sulle rinnovabili anche attraverso una c.d. “scappatoia idrica”. Trabish nota che le battaglia con questa “idro-scappatoia” sono trapelate a Washington, Oregon, Montana e Maine. Si tratta di una manovra legislativa più sottile, per allentare le norme sull’energia pulita.
Prendiamo il caso di Washington. Lo stato ricava già il 66% della sua elettricità da energia idroelettrica. E, nel 2006, i votanti hanno approvato una legge che richiede che i programmi di utilità ottengano un ulteriore 15% di energia elettrica da nuove fonti rinnovabili. Ma un deputato repubblicano sta ora spingendo una modifica che consentirebbe che i programmi di utilità soddisfino il requisito attraverso l’idroelettrico già esistente – una modifica che ridurrebbe significativamente l’impatto della legge originale.
Mentre questo emendamento sull’energia idroelettrica è difficile che passi di Washington, una legge simile ha appena superato l’approvazione del Parlamento dello Stato del Montana, e potrebbe raggiungere la scrivania del governatore per il secondo anno consecutivo (l’ultima volta era stato posto il veto del governatore democratico Brian Schweitzer).
Sfide legali e altri attacchi. C’è un procedimento legale contro le normative sulle rinnovabili nel Colorado (30 per cento entro il 2020) che denuncia che la norma violerebbe la clausola sul commercio. Nel frattempo, nel New Hampshire, i legislatori conservatori stanno cercando di tirare fuori lo stato RGGI, il sistema regionale “cap-and-trade” per servizi elettrici, che potrebbe compromettere il mercato delle rinnovabili nello Stato.
È qui possibile leggere l’elenco completo delle sfide nella relazione GreentechMedia . Essa rileva che le norme rinnovabili sono in gran parte state lasciate sole in Stati profondamente Democratici (blù) come la California, New York, Illinois e New Jersey.
Riferimenti: Per uno sguardo più dettagliato alle norme statali rinnovabili, ecco il database sempre utili degli incentivi statali per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.
Aggiornamenti: per uno sguardo estremamente approfondito alla lotta sulle normative per le  rinnovabili negli Stati Uniti, raccomando molto la Relazione di Maria Gallucci per InsideClimateNews. Ha una ripartizione ancora più globale delle sfide a leggi statali:
Molti di questi tentativi sono svaniti, ma alcuni stanno per essere rivitalizzati quest’anno. In totale, 42 sforzi separati stanno seguendo la loro strada attraverso legislature e tribunali in più di due dozzine di Stati, secondo la North Carolina Solar Center, una “camera di compensazione” per le politiche energetiche statali sulle rinnovabili.
“Il pericolo che alcune di queste leggi ‘ RPS’ siano abrogate è un po’ più grande quest’anno di quanto lo fosse l’anno scorso,” ha dichiarato Justin Barnes, autorevole analista politico al Centro.>>
 

QUESTO IL COMMENTO CHE HO POSTATO IN DATA 02.04.2013 >

<<Anche in Italia, le legge dello Stato e quelle regionali sulle norme per le rinnovabili sono ferocemente attaccate dagli stessi legislatori e dai gruppi conservatori. Come negli Stati Uniti, gli interessi dei combustibili fossili stanno cercando d’indebolire o di abrogare le nuove normative italiane sulle rinnovabili. Un caso lampante è quello della Campania, dove un disegno di legge  è stata approvata due mesi fa dal Consiglio Regionale, in base ad proposta d’iniziativa popolare, per diffondere la cultura dell’energia solare e per stabilire che, dal 2020, il 60% dell’energia in questa Regione sarà ricavata da fonti rinnovabili. Firmata da quasi 20.000 cittadini ed approvata all’unanimità da tre Commissioni e dal Consiglio Regionale, quest’innovativa proposta è alla fine diventata Legge. Durante il dibattito preliminare sul bilancio regionale, tuttavia, è stato approvato anche un emendamento alla legge finanziaria che, a tradimento, cancella 6 dei 10 articoli della legge che favorisce l’energia solare e le rinnovabili in Campania. Il Comitato che ha promosso la legge sta perciò raccogliendo firma per una petizione e sta spingendo la gente ad inviare e-mail di protesta, per bloccare questa manovra. Il nostro movimento, come negli Stati Uniti, deve ora fronteggiare i duri e sleali attacchi da parte di quelli che vogliono difendere gli interessi delle lobbies del petrolio. Noi lo faremo in nome di un futuro sostenibile e – al contrario dei nostri avversari – alla luce del sole… 

Ermete Ferraro www.laciviltadelsole.org  >>

PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE CLIC SUL COLLEGAMENTO:

http://www.activism.com/it_IT/petizione/appello-a-difendere-la-legge-regionale-sul-solare-in-campania/43042

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